Enogastronomia

Il "giacimento" enogastronomico di Norcia e Cascia

La Valnerina è terra d’arte ma anche, qualcuno direbbe, soprattutto, di gastronomia. Perché nessuno può dimenticare che quella è la zona del prelibato tartufo nero di Norcia, un tubero che i romani dedicavano nientemeno che ad Afrodite, dea dell'amore. Ed è una specialità che dopo migliaia di anni sembra rifiorire nei boschi della zona, continuamente. Ma sembrerebbe una stucchevole ripetizione ricordare che lo stesso nome dei lavoranti di carne di maiale ricordano la cittadina, il comprensorio di Norcia, che ancora oggi "sforna" una produzione artigianale di grandissimo livello, così elitaria da ottenere addirittura un riconoscimento Igp.

Che bello poter parlate della gastronomia e avere lo spazio di ricordare anche lo zafferano, la cui produzione era scomparsa letteralmente, senza che nessuno sia in grado di spiegare il perché: forse era troppo costoso per le tasche di chi viveva intorno al Seicento la Valnerina o forse semplicemente il cambiamento di gusti. Ma il prodotto era fortemente radicato nella valle attraversata dal fiume Nera, tanto che ha lasciato traccia negli Statuti di Cascia del 1545. Man mano, gli ettari vocati a produzione di questa spezia aumentano ogni anno, contribuendo a far salire la produzione ed il giro d'affari. Una catena virtuosa: più zafferano più possibilità di piatti da poter spendere nel "ricettario" locale. Maggiore richiesta di nuovo zafferano e così via.

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